Casa del Pontormo

    Informazioni

    • Sabato, domenica e festivi: 16.00 - 19.00
    • Ingresso gratuito
    • Via Pontorme, 97 - Empoli
    • 0571 993652
    • L'esposizione è parzialmente accessibile ai disabili motori.
    Informazioni complete

    La casa natale di Jacopo Carucci, detto il Pontormo, che fa oggi parte dell’Associazione nazionale delle Case della Memoria, fu acquistata dal Comune di Empoli nel 1995, l’anno successivo all’importante mostra organizzata dal Comune in occasione del cinquecentenario della morte dell’illustre artista.

    Vi sono esposti oggetti e opere che rammentano l’espressione del maestro; compresi, per esempio, i fac-simili dei fogli che Jacopo disegnò in preparazione dei Santi da lui dipinti sulla tavola d’altare della vicinissima chiesa di San Michele. Vi si trova, in una bella edizione, anch’essa in fac-simile, il celebre Diario dell’artista. I nessi fra la casa e il pittore sono idealmente illustrati da una tavola, una bella replica antica della Madonna del libro, opera del Pontormo finora rimasta ignota nella sua redazione autografa, “senza dubbio l’opera più copiata” di lui, “e, con ogni probabilità, la Madonna più copiata di tutto il Cinquecento fiorentino”. Sono inoltre esposti alcuni reperti archeologici che sono stati trovati nel corso dei lavori di scavo eseguiti per il restauro del fabbricato.

    L’installazione multimediale Quiete, silenzio e solitudine, appositamente realizzata per questi ambienti permette un’immersione nel tempo vissuto dall’artista consentendo una migliore lettura delle opere evocate.

    Presso la vicina chiesa di San Michele Arcangelo a Pontorme è custodita la pala che raffigura i santi Giovanni Evangelista e Michele.

    Per visitarla quando la Chiesa è chiusa occorre rivolgersi alla parrocchia di San Michele a Pontorme (tel 0571 592800).

     

    Mappa interattiva

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    Casa del Pontormo

    La storia

    Jacopo Carucci è nato in una piccola casa ubicata nell’attuale via Pontorme al numero civico 97. L’edificio venne identificato con buona attendibilità, grazie a supporti documentari, da Ugo Procacci nel 1956 e reca sulla facciata una lapide commemorativa composta da Emilio Cecchi nel quarto centenario della morte del pittore. Si tratta di un fabbricato su tre piani di epoca medievale, che si sviluppa su una superficie di oltre cento metri quadrati.

     

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