Empoli e Dante

    Empoli e Dante

    Riscopriamo un luogo dantesco nell'anno delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta

    Nonostante non sia uno dei luoghi danteschi per eccellenza, Empoli conserva le tracce legate a uno dei personaggi più noti tra quelli incontrati da Dante nel suo viaggio nell’Oltretomba! Stiamo parlando di Farinata degli Uberti, scopriamo insieme in che modo è legato alla nostra città!

     

    FARINATA DEGLI UBERTI

    Ma fu’ io solo, là dove sofferto
    fu per ciascun di tòrre via Fiorenza,
    colui che la difesi a viso aperto.

    (Inferno, Canto X, vv. 91-93)

    Nel canto X dell’Inferno Dante incontra gli eresiarchi e, tra questi, Farinata degli Uberti, con cui intavola una sorta di dibattito sulla politica della Firenze dell’epoca, divisa tra le fazioni dei Guelfi, a cui Dante apparteneva e che in quel periodo era al governo della città, e dei Ghibellini di cui Farinata era stato un celebre esponente.
    La terzina di Dante è incisa sulla facciata del nostro Palazzo Ghibellino per ricordare come, durante il concilio in cui si decisero le sorti di Firenze dopo la celebre disfatta di Montaperti del 1260, Farinata fu l’unico a difendere apertamente la sua città e ad impedirne la distruzione proposta, quale estrema punizione, dai ghibellini pisani e senesi.
    Purtroppo, i Guelfi ebbero memoria corta. Una volta tornati al governo pochi anni dopo, non si limitarono ad esiliare i ghibellini viventi ma, nel 1283, riesumarono i resti di Farinata e di sua moglie sepolti nella chiesa di Santa Reparata e li sottoposero a un processo postumo per eresia che, chiaramente, li trovò colpevoli e portò alla confisca dei beni dei loro eredi. Un episodio che deve aver fatto un’impressione fortissima su Dante allora appena diciottenne.
    Tra l’altro, proprio a Farinata si deve l’appellativo ‘O Tosco’ con cui si rivolge a Dante riconoscendone la provenienza. Appellativo scelto dalla Regione Toscana per evocare la toscanità di Dante in occasione delle celebrazioni di quest’anno (danteotosco700.it)

     

    PALAZZO GHIBELLINO
    Su Piazza Farinata degli Uberti, quasi di fronte alla splendida Collegiata di Sant’Andrea, si affaccia uno degli edifici più antichi di Empoli: Palazzo Ghibellino.
    Nonostante i restauri effettuati a partire dal XVI secolo, quando la facciata fu modificata con l’aggiunta del loggiato e impreziosita da affreschi secondo la moda dell’epoca (oggi staccati), il palazzo fu edificato con tutta probabilità durante gli anni dell’incastellamento di Empoli dalla famiglia dei Conti Guidi.
    Deve il suo nome al famoso Parlamento Ghibellino, che vi si svolse nel 1260, dopo la battaglia di Montaperti in cui i senesi, ghibellini, sconfissero i guelfi fiorentini. Fu in quell’occasione che Farinata degli Uberti pronunciò la sua celebre orazione in difesa di Firenze. Episodio che Dante ricorda nel Canto X dell’Inferno della sua Commedia quando, tra gli eresiarchi, incontra proprio il celebre ghibellino Farinata.
    Oggi una lapide apposta sulla facciata da Alessandro Martelli nel 1866, commemora il gesto di Farinata con queste parole:

    PERCHÉ SI PERPETUI LA TRADIZIONE CHE DENTRO QUESTE MURA ADUNAVANSI I GHIBELLINI CHE AL MEMORANDO CONCILIO FARINATA DEGLI UBERTI, NOBILE ESEMPIO D’ANIMO NON CORROTTO DAL FURORE DELLE CIVILI FAZIONI, OPPONENDO L’AUTORITÀ DEL SUO NOME AL CONSIGLIO DELL’IRA, SERBAVA LA SUA GENTILE FIRENZE ALLA GLORIA DEI FUTURI DESTINI SALVANDOLA DALLA RUINA.